AMMINISTRAZIONE MAGRONE: INCOMPETENTI ALLO SBANDO!

L’abbandono illecito di rifiuti nelle aree pubbliche. Una piaga che la Regione Puglia ha deciso di combattere stanziando nel marzo scorso circa 3 milioni di euro in favore dei Comuni pugliesi. I quali avevano la sola incombenza di presentare una istanza nel periodo compreso dal 1° giugno al 2 luglio scorso.
Il criterio di assegnazione era quello c.d. “a sportello: in ordine di presentazione delle stesse istanze. Chi prima presenta la domanda viene premiato.
E così ben 36 comuni (su circa 71 poi risultati ammessi al finanziamento) presentano l’istanza addirittura il primo giorno utile: il 1° giugno. Gli altri nei giorni immediatamente successivi.
Efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.
Qualità, queste, che mancano, come noto da tempo a tutti, all’amministrazione Magrone, che presenta infatti la domanda solo il 27 giugno. Quasi un mese dopo.
Inutile dire che l’istanza del Comune di Modugno non è stata poi accolta. Una occasione persa per affrontare un problema che assilla le periferie modugnesi, e che l’amministrazione Magrone non riesce ad affrontare se non nascondendosi dietro il solito alibi delle risorse finanziarie insufficienti.
Ma il problema è un altro: l’incapacità del sindaco Magrone e della sua giunta di gestire persino l’ordinaria amministrazione, salvo poi scaricare sulle tasche dei cittadini la propria inettitudine.

Il sindaco Magrone e l’assessore all’ambiente Luciano facciano un atto di coraggio: Modugno è allo sbando; si dimettano una volta per tutte!

Modugno “volata via” un’altra struttura sportiva


La forza del vento ha divelto la copertura degli spalti del campo di calcio. Strano destino quello delle strutture sportive a Modugno. Già due anni fa, nell’estate del 2016, un altro temporale causò la distruzione della copertura delle piscine comunali. Da allora la struttura, che accoglieva centinaia di utenti e alcune squadre di atleti, continua ad essere chiusa e non si sa ancora se sarà riaperta. Eppure nel suo intervento in consiglio comunale, il sindaco Magrone, rispondendo al consigliere Sciannimanico che si preoccupava dei tempi lunghi che si prospettavano per il ripristino dell’impianto sportivo, affermò “potrei dire che è stato troppo veloce questo iter” per il recupero della funzionalità delle piscine (cons. com. del 27/07/2016).
I lavori alla copertura sono stati eseguiti ma la struttura rimane chiusa perché sono necessari svariati lavori di ripristino, causati dalla mancata manutenzione dell’impianto. Nel frattempo l’amministrazione non riesce a mettere a punto una gara d’appalto per tali lavori.
I consiglieri di opposizione, in particolare Vito Del Zotti del Pd, assicurano che all’amministrazione comunale sono giunte varie offerte di aziende disponibili alla gestione delle piscine e all’onere finanziario dei lavori di ripristino. Nulla è stato risposto a queste aziende; intanto gli utenti, molti dei quali avevano già pagato iscrizione e quote mensili anticipate, insieme alle squadre sportive che si allenavano in quella struttura, se ne vanno al San Paolo o alle piscine dello stadio di Bari.
Una delle scuole di calcio modugnese, se non la più antica perlomeno quella con più titoli conquistati, la A.C. Barinsieme, da sempre sorretta da Giuseppe “u’ gallucc” D’ambrosio, spera che a differenza delle piscine, il campo sportivo torni ad essere agibile, per i tanti ragazzi e bambini che fanno sport a Modugno, nei tempi minimi necessari.
Destino un po’ strano, dicevamo all’inizio, quello delle strutture sportive comunali. L’amministrazione, ieri come oggi, addossa sempre le colpe dei disastri alla mancata manutenzione degli impianti, alla mancanza di attenzione delle vecchie amministrazioni. La colpa è sempre di chi li ha preceduti. Sembra che loro si siano insediati ieri.  Forse è necessario ricordare a questi amministratori che loro sono stati presenti, in piazza del popolo, dal 2013 al 2014 e non per una settimana ma per più di un anno e ci sono tornati tre anni fa, un anno prima del disastro delle piscine. Non sono solo le vecchie amministrazioni ad aver trascurato Modugno, anche il sindaco Magrone “non la pensa proprio”.

A partire dall’ordine pubblico, vanto e argomento principale dei comizi elettorali di questa amministrazione.
Nelle prime ore della mattina di giovedì scorso, nella piazzetta di Via S. Giuseppe attigua ad un altro di quei campetti di calcio abbandonati di Modugno, sono stati esplosi dei colpi di pistola contro una abitazione privata. Motivo? Non è dato sapere. La gente ha paura di esporsi ed i carabinieri, intervenuti sul posto, hanno potuto raccogliere solo scarne notizie dai pochi testimoni che hanno riferito sull’accaduto. Il presidente del “comitato di quartiere Santo Stefano”, Pino Mele, da sempre impegnato nella difesa delle istanze dei residenti del quartiere, ha esternato la propria preoccupazione per la mancanza di attenzione e lo scarso impegno che questa amministrazione riserva verso i problemi dei cittadini di Modugno, non solo del quartiere Santo Stefano ma di tutta la città.
Non ci resta che sperare che a Modugno “cambi il vento “.

Modugno merita qualcosa di meglio

Ancora una volta, nel dibattito consiliare modugnese, prevale la contrapposizione amico-nemico. Sono anni che la maggioranza riduce la discussione in aula ad uno scontro con “il nemico”. La delegittimazione morale della minoranza è diventata una prassi consolidata. È una costante di questa amministrazione che influenza profondamente l’opinione dei modugnesi, soprattutto dei tanti eroi del ciberspazio, gli internettiani fans che detengono il monopolio dei social locali. Gli stessi che non disdegnano di rendersi ridicoli inneggiando ai vincenti dopo aver votato per anni quegli stessi sconfitti che oggi spernacchiano. Lo fanno senza troppi problemi: già veterocomunisti nel ‘94, berlusconiani anticomunisti nel ’96, liberali con Bonasia il ‘97 e per i successivi 10 anni un po’ di qua e poi di là con Rana, per finire amici omaggianti di Mimmo Gatti ieri e Magroniani oggi.  Mai perdenti pentiti, sempre vincitori convinti. A prescindere. Sempre impegnati a dimostrare la loro vicinanza al potente di turno con un deprimente e continuo “feisbucchiano slinguamento”.

Fra le tante modalità per criticare le amministrazioni che in questi anni si sono succedute a Modugno, abbiamo sempre scelto quella di esaminarne l’operato, “leggere” le delibere di giunta e le determinazioni degli uffici, ascoltare i loro interventi in aula, per elaborare una opinione e mettere in evidenza ambiguità e incoerenze. Quando ci sono. Abbiamo sempre evitato la polemica ideologica, quella a prescindere. Quella che altri usano come un’arma, utilizzando fraseologie e riferimenti di scarsa consistenza teorica o di riferimenti storici sballati e riducono il dibattito politico a un perenne scontro fra nemici, con gli “altri” moralmente inadatti a far parte della comunità civile.
È così che, osservando i fatti con attenzione, senza l’offuscamento della ideologia o dell’interesse personale ci formiamo un’opinione e la esprimiamo cercando di mostrare la vera consistenza del governo cittadino.

Lunedì scorso, 30 luglio, è stato approvato dal consiglio comunale, lo statuto del Duc (Distretto Urbano del Commercio) – che ha lo scopo di promuovere l’economia locale attraverso il coinvolgimento degli operatori dei settori commercio, turismo e artigianato, nella programmazione comunale per l’ottenimento e gestione di finanziamenti regionali ed europei. Durante il dibattito in aula si è discussa la proposta, avanzata dall’associazione A.C.A.M. (Associazione Commercianti e Artigiani Modugno) di modifica dello statuto per garantire l’ingresso di due rappresentanti dei commercianti e artigiani modugnesi nell’organo direttivo del costituendo Duc. Atmosfera ed interventi come al solito improntati alla demonizzazione dell’opposizione e proposta di modifica rimandata al mittente; con beffa finale. Mentre il presidente della ACAM, Mario Pilolli, insieme ad alcuni commercianti, dialoga con qualche consigliere comunale per ribadire le proprie ragioni viene raggiunto dal Sindaco Magrone che gli chiede il motivo della contrarietà che sta manifestando. Dopo la pacata risposta del presidente Pilolli è arrivata, puntuale, la immancabile bonaria scusa di chi preferisce “galleggiare” attribuendo ad altri le proprie responsabilità: “non ne sapevo niente, l’assessore non mi ha detto niente”. A questo punto uno dovrebbe chiedersi se in aula c’era il sindaco a seguire il dibattito o una sua controfigura.

È in quel momento che chi come il sottoscritto assiste al surreale dialogo si pone una domanda: “ma davvero Modugno non è in grado di esprimere una classe politica migliore di questa?

A questa si aggiungono, però, altre domande: “ma esiste oggi una classe politica alternativa a questa? L’attuale classe politica di opposizione è idonea a realizzare una alternativa in grado di subentrare a questa amministrazione? Sono in grado di costruire, giorno per giorno, una alternativa che si confronti con gli avversari con le armi della politica invece di lasciarsi coinvolgere in risse da stadio e guerre al nemico?”

La risposta, uguale per tutte le domande e in tutta franchezza è no. A mio avviso questa opposizione ha commesso e commette tanti errori, a cominciare proprio dall’averci costretto a sopportare il sarcasmo e la protervia di questo sindaco, la retorica e l’inconcludenza di questa amministrazione, errore frutto della immaturità politica dell’attuale opposizione nelle ultime consultazioni comunali. Opposizione che invito a misurarsi con la politica e a guardare in faccia la realtà, con il coraggio di chi non ha paura di confrontarsi e mettersi in discussione. Ne nascerà sicuramente qualcosa di buono.

Bari, se ci fosse Tatarella

La ragione della crisi strutturale del centro-destra è dovuta certamente alla mancanza di classe dirigente che parli un linguaggio moderno, che parli non solo ai giovani ma a tutti quelli che non sono nel “palazzo”, qualcuno che esprima qualcosa che possa interessare anche alle “vittime oneste” del manovrismo partitico attuale. Questa parte di opinione pubblica assolutamente di destra, calatasi nel proprio lavoro pur non avendo dimenticato i vincenti tempi antichi, non fa nulla perché si ricreino le premesse per farli ritornare. Allora ecco lo scossone: la proposta di Pinuccio, sì proprio Pinuccio Tatarella!! E allora possiamo pensare di aprire il tavolo della Politica! Bisogna riattivare “l’armonia” economica, sociale, sanitaria, sul lavoro, sulla sicurezza, difesa dell’ambiente. Quindi è chiaro che le elezioni del Sindaco, se ci fosse Pinuccio Tatarella sarebbe un’occasione unica per rispolverare tutto quello che in questi anni si è coperto di polvere per colpa di politiche anche culturali dimenticate, se non assenti. Pinuccio relegherebbe le grandi menti economiche nel recinto del castello e attorno costruirebbe, invece, confronti e dibattiti preparatori e di riflessione. Poi coinvolgerebbe il mondo universitario, per cominciare metterebbe i professori in “piazza” per studiare e proporre formule che possano costituire uno stimolo per il “nostro” Bari. Darebbe spazio alla fantasia degli studenti del Politecnico come dei liceali dell’artistico e dell’istituto d’arte, del Flacco per disegnare una “economia” solidale. E infine radunerebbe gli artisti locali per far diventare ogni piazza di Bari un palcoscenico teatrale per rallegrare le serate. Qualcuno assuma una vera iniziativa senza veti incrociati!!!

Rosario Polizzi
Docente universitario di Medicina, già assessore regionale e deputato
(Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 27/7/18)

Qualche domanda ai consiglieri comunali

In attesa di risposta

Data la più volte accertata “ritrosia” dell’attuale amministrazione comunale a fornire risposte alle domande che le vengono rivolte e considerato il ruolo di controllo (quindi conoscenza) che la legge assegna ai consiglieri comunali in generale e alla minoranza in modo particolare, cui spetta il preciso compito di “opposizione” politica anche fuori dal consiglio comunale, reputo sia necessario, per ottenere finalmente delle risposte, rivolgere a loro le stesse domande che da tempo vengono rivolte all’amministrazione e che finora non hanno prodotto alcun esito.

Per non rendere troppo lungo l’elenco delle domande e non pretendendo che le relative risposte vengano fornite in tempi strettissimi, ritengo opportuno raggrupparle per argomento, iniziando dall’argomento più dibattuto in questi ultimi tempi, il servizio integrato di igiene urbana dell’Aroba/2.

Di seguito alcune domande sulla cosiddetta raccolta porta a porta, partito il 1° agosto di due anni fa, con la speranza di ottenere, se non da tutti, almeno dai consiglieri di opposizione (fra i quali sono già in tre a contendersi la futura candidatura a sindaco) le risposte che questa amministrazione non “riesce” a dare.

Nei prossimi giorni, se saranno state fornite delle risposte alle domande attuali, ne porrò delle altre su altri argomenti, come per esempio il piano del traffico, le “puzze” e la loro reale causa e provenienza, i lavori pubblici e la manutenzione delle strade, l’edilizia pubblica e privata, le carenze dei servizi sociali, il contenzioso e gli incarichi agli avvocati esterni, il commercio e le attività produttive e così via.

Inizio con il contratto di Appalto del “servizio igiene urbana e servizi complementari e/o opzionali dell’Aro Bari 2 – comune di Modugno” stipulato in data 13/04/2016 fra il comune e l’AT.I. costituita dalle società:

CNS (Consorzio Nazionale Servizi Soc. Coop.) – COGEIR Costruzioni e Gestioni s.r.l. – Impresa Del Fiume S.p.A.;

A pagina 4 del contratto, dopo le premesse è riportata la seguente dicitura:

L’appalto è concesso dal ARO BA/2 ed accettato dall’ATI Appaltatrice sotto l’osservanza piena, assoluta, inderogabile ed inscindibile delle norme, condizioni, patti, obblighi, oneri e modalità dedotti e risultanti dal Capitolato Speciale d’Appalto, allegato al presente Atto per costituirne parte integrante e sostanziale. nonché delle prescrizioni tecniche di tutti i documenti ed elaborati facenti parte del suddetto Progetto approvato dall’Assemblea dell’ARO BA/2 che, ancorché non materialmente e fisicamente uniti al presente Atto, devono intendersi parte integrante dello stesso, che l’impresa appaltatrice dichiara di conoscere e di accettare e che ad ogni fine di seguito si elencano: (….)

Segue l’elenco dei documenti ed allegati summenzionati, fra i quali vi è il Disciplinare Tecnico prestazionale.

A pagina 6 di tale documento vi è la dicitura:

Art. 6 – La tempistica di avvio dei servizi

Nelle more dell’attivazione dei servizi domiciliari che dovrà avvenire entro tre mesi dall’affidamento del servizio formalizzato con verbale di consegna da redigersi tra le parti, l’I.A. dovrà garantire i servizi con le modalità attualmente in essere, senza che questo comporti oneri aggiuntivi per l’Amministrazione comunale.

Perché, tenuto conto che il servizio di raccolta domiciliare (c.d. porta a porta) è iniziato il 01/08/2016, invece del giorno 01/05/2016 stabilito nel contratto come data di avvio del servizio, è stato corrisposto, fin dal mese di maggio 2016, il pagamento dell’intero canone mensile previsto quando in quei tre mesi il servizio è stato svolto con le stesse modalità della ditta cessante?

Nelle pagine 4 e 5 dell’offerta economica, presentata dall’Impresa Aggiudicataria, sono elencati i servizi opzionali e il corrispettivo da liquidare per il loro svolgimento. Fra questi servizi, con il numero 8 vi è:

 Intervento di derattizzazione del territorio comunale (comprese le caditoie, lame e sottopassi, scuole e uffici comunali):               (al costo di)  € 350,00 per turno di lavoro;

e con il numero 9

Interventi di disinfezione delle scuole e uffici comunali:   (al costo di ) € 350,00 per singolo complesso;

Lo stesso elenco è presente a pagina 34 del Disciplinare Tecnico Prestazionale (D.T.P.) che al paragrafo relativo a: Disinfestazione, derattizzazione e disinfezione (servizi opzionali nn.6, 7, 8 e 9) specifica chiaramente che il servizio di derattizzazione del territorio comunale (comprese le caditoie, lame e sottopassi, scuole e uffici comunali) sarà svolto con cadenza mensile.

Perché, considerato che il contratto è stato sottoscritto il 16 aprile 2016 e l’avvio del servizio è stato concordato per il giorno 1 maggio successivo, in data 27 maggio, a servizio già avviato quindi, si sia dovuto procedere in merito all’affidamento del servizio di derattizzazione del plesso scolastico “D.L.Milani”, del Parco S.Pio e del Mercato coperto in favore della ditta ECO SERVIZI di Bari al prezzo di €.1.098,00 IVA compresa ?

(si veda la determina n° 590 del 2016 dell’ufficio ambiente).

Il successivo 28 giugno, considerato che sono pervenute allo scrivente Ufficio (Ambiente) numerose segnalazioni attestanti l’emergenza per presenza di ratti su tutto il territorio in particolare nelle zone interessate da attività di scavo per opere infrastrutturali in corso di realizzazione…con determina n° 685 del Uff. Ambiente, viene affidato alla stessa ditta, la ECO SERVIZI di Bari, ormai diventata di fiducia di questo Ente, che, in data 28/06/2016, Prot. n.34883 del 28.06.2016 si è dichiarato disponibile ad espletare detto servizio per un importo complessivo di €. 732,00 IVA compresa.

Perchè, si pagano 300 € in più per  il servizio svolto in una scuola, al mercato e nel parco, rispetto al lavoro effettuato su tutto il territorio comunale

Perché una settimana dopo, l’8 giugno, con determina n° 686/2016 il responsabile del servizio ambiente ritenendo necessario programmare una campagna di disinfestazione del territorio comunale da effettuarsi per cicli;(…) in specifici ambiti territoriali e presso immobili, scuole ed uffici pubblici in genere, al fine di assicurare condizioni di sicurezza sotto l’aspetto igienico-sanitario; approva il PROGETTO ED AFFIDAMENTO MEDIANTE PROCEDURA NEGOZIATA del SERVIZIO DI DISINFEZIONE, DISINFESTAZIONE, DERATTIZZAZIONE NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MODUGNO stabilendo la somma totale di  € 16.494,40 quale basa d’asta per l’affidamento del servizio per un solo anno?.

Perché, il 21 luglio, l’impresa Navita srl, consorziata esecutrice del servizio integrato di Igiene Urbana dell’AROBA/2 nel Comune di Modugno, come si legge nella determina n° 727/2016 – dell’Uff. Aro Ba/2, chiede, ed ottiene dal comune, il permesso di poter affidare in subappalto (in quanto previsti e concordati nel contratto) gli stessi servizi relativi agli interventi antilarvale, antiblatte, disinfestazione, derattizzazione e disinfezione di scuole ed uffici pubblici comunali nei Comuni di Modugno e Bitetto sino al 30/04/2025   per solo € 10.000,00 (Eurodiecimila/00)?

 Perché, il 25 luglio, solo 4 giorni dopo la concessione alla Navita del permesso a subappaltare i servizi che per contratto è tenuta a svolgere si procede, come da determina n° 764 / 2016, alla aggiudicazione definitiva degli stessi servizi posti a gara, e cioè i servizi di disinfezione, disinfestazione, derattizzazione nel solo territorio del comune di Modugno per la durata di un anno, alla ditta ACCADUEO a r.l. con sede in Bari alla Via San Giorgio Martire, 97/18-20, per un importo complessivo di €. 10.082,57 – comprensivo degli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso, al netto del ribasso offerto del 26,260% ed oltre IVA al 22%?

Perché, nella stessa data del 18 agosto 2017, dopo aver prorogato per un mese l’affidamento alla ACCADUEO (det. n° 826/2017) viene approvato un nuovo progetto per l’affidamento dei servizi di derattizzazione, disinfestazione/disinfezione scuole ed altre strutture pubbliche, disinfestazione antilarvale, disinfestazione adulticida, disinfestazione vespe e calabroni e monitoraggio processionaria oltre interventi straordinari e servizio di informazione fonica già presenti, per due anni, ponendo come base d’asta la sproporzionata somma di € 46.845,56 – visto che con det. n° 1133 del 16/11/2017 (che consiglio vivamente di leggere attentamente) il servizio veniva assegnato alla ditta M.A.P.I.A s.r.l. con sede in Bari al Prolungamento di Via Caldarola, 125, per un irrisorio importo complessivo di € 12.938,05 – (poco più di 500 € al mese!) comprensivo degli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso e di IVA al 22% ?

In attesa di risposta, si inviano distinti saluti.