Dott. Antonio Stragapede

Ecco chi è e cosa propone

Lavora in Camera di Commercio a Bari. Si occupa, in massima parte, di “promuovere” finanziamenti, regionali, statali ed europei alle imprese. Da qualche tempo sono in tanti, oltre lui stesso per dirla tutta, che lo indicano come uno dei probabili candidati a sindaco di Modugno per il 2020. Lo abbiamo intervistato venerdì 28 settembre.

I limiti dell’Europa

Quando all’inizio del nuovo millennio, lo schieramento moderato italiano chiedeva a gran voce di inserire, nella Costituzione Europea, il riconoscimento delle comuni radici cristiane dei popoli europei, i progressisti, con voce altrettanto alta, contrastavano, riuscendo infine ad impedire, tale identificazione della volontà di unità europea delle nazioni con l’aspirazione cristiana dell’unità dei popoli in un’unica famiglia.

Alla rinuncia del messaggio cristiano dell’unità dei popoli costruita con la forza morale della libertà e che i popoli tendono ad unirsi quando si orientano, liberamente, verso la cooperazione perché coscienti di essere in “comunione” con gli altri popoli, si è aggiunto il peggio allorquando si sono posti, quando non ignorati del tutto, i principi morali della Dottrina Sociale della Chiesa in un piano nettamente inferiore rispetto ai principi dell’economia e del guadagno imposti dal sistema economico/finanziario della speculazione internazionale. Resteranno nella memoria, purtroppo solo di quelli che li scandivano, gli slogan “No all’Europa delle banche”, “Sì all’Europa dei Popoli”.

In nome di un astratto internazionalismo ideologico che non rispetta il principio della convivenza tra le Nazioni fondato sugli stessi valori che orientano quella tra le persone: la libertà, la giustizia, la cultura, la solidarietà, la verità, alla maggioranza del parlamento europeo, oggi,  restavano poche alternative all’uso della forza dei numeri per imporre la propria visione “democratica” all’Ungheria, riguardo i cosiddetti migranti, la denuncia dell’ingerenza delle Ong e la indipendenza degli studi universitari pubblici dalla influenza dei finanziatori privati rivendicata dal presidente Orban.
Travalicando gli stessi principi costitutivi della Comunità europea, che indica nella trattativa, nell’equità, nel diritto, la giusta regolazione delle relazioni tra i popoli e la comunità politica, il parlamento europeo ha assunto un atteggiamento di discriminazione e di intimidazione verso il popolo ungherese, per imporre una forma di “asservimento forzoso” che ha come fine ultimo quello di impedire l’arrivo dei migranti nelle ricche nazioni del centro Europa e il rafforzamento degli interessi finanziari delle multinazionali.

La (non cristiana) comunità giuridica europea, fintamente fondata sulla sovranità di ognuno degli stati che la costituiscono, dove, invece, ognuna delle nazioni che vi aderisce è assoggettata a vincoli di subordinazione che ne limitano l’indipendenza, ancora una volta mostra il suo vero volto.

I discorsi del presidente della Commissione, Jean-Claude Junker, e del presidente Orban, hanno mostrato la diversa concezione dell’Europa esistente oggi a Strasburgo. Junker si è fatto portavoce degli interessi materiali dell’eurogruppo, parlando di iniziative ed investimenti in Africa idonei ad un rafforzamento dell’Euro, quasi la legittimazione del neocolonialismo propugnato dalla Francia, escludendo, bontà sua, ogni forma di ritorno ai vari nazionalismi; Orban, da rappresentante e portavoce del popolo ungherese, ruolo assegnatogli dall’ampio consenso popolare ricevuto nel suo Paese, ha mostrato ai parlamentari il proprio orgoglio patriottico, rivendicando l’insindacabilità dell’interesse nazionale degli ungheresi. Non ha messo in discussione l’istituzione europea ma la mancanza di margini di trattativa e di incontro nella discussione in aula. Come il nodo gordiano, impossibile da sciogliere, la diversa interpretazione dell’articolo 2 della carta europea che vincola gli stati membri al contrasto dell’esclusione sociale, della diseguaglianza e delle discriminazioni. Articolo 2 che Orban non contesta, mentre denuncia l’abuso dell’eurogruppo di ergersi ad unico organo politico abilitato ad indicare quali sono le disuguaglianze e le discriminazioni da contrastare.

Due diverse concezioni, destinate a rimanere opposte, che sanciscono definitivamente l’incompatibilità tra la sovranità e l’indipendenza degli Stati, rivendicate dai popoli e la sovranità politica perseguita dai burocrati dell’Unione. Divergenza di concezione su cosa deve essere l’Europa, mostrata anche dal voto dei parlamentari; i Conservatori si sono schierati per il no alle sanzioni, mentre Verdi, Liberali e Socialisti, insieme a molti dei “se dicenti” (con lo spazio) partiti populisti come il M5S hanno votato a favore. Grande apprensione per le prossime elezioni la spaccatura del Partito Popolare Europeo, evidenziata dalla libertà di voto concessa ai propri deputati. Alcune forze politiche del Ppe, come il Pd, hanno sostenuto la linea anti-Ungheria, mentre altre, come Forza Italia e la Lega, hanno optato in favore di Orban.

AMMINISTRAZIONE MAGRONE: INCOMPETENTI ALLO SBANDO!

L’abbandono illecito di rifiuti nelle aree pubbliche. Una piaga che la Regione Puglia ha deciso di combattere stanziando nel marzo scorso circa 3 milioni di euro in favore dei Comuni pugliesi. I quali avevano la sola incombenza di presentare una istanza nel periodo compreso dal 1° giugno al 2 luglio scorso.
Il criterio di assegnazione era quello c.d. “a sportello: in ordine di presentazione delle stesse istanze. Chi prima presenta la domanda viene premiato.
E così ben 36 comuni (su circa 71 poi risultati ammessi al finanziamento) presentano l’istanza addirittura il primo giorno utile: il 1° giugno. Gli altri nei giorni immediatamente successivi.
Efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.
Qualità, queste, che mancano, come noto da tempo a tutti, all’amministrazione Magrone, che presenta infatti la domanda solo il 27 giugno. Quasi un mese dopo.
Inutile dire che l’istanza del Comune di Modugno non è stata poi accolta. Una occasione persa per affrontare un problema che assilla le periferie modugnesi, e che l’amministrazione Magrone non riesce ad affrontare se non nascondendosi dietro il solito alibi delle risorse finanziarie insufficienti.
Ma il problema è un altro: l’incapacità del sindaco Magrone e della sua giunta di gestire persino l’ordinaria amministrazione, salvo poi scaricare sulle tasche dei cittadini la propria inettitudine.

Il sindaco Magrone e l’assessore all’ambiente Luciano facciano un atto di coraggio: Modugno è allo sbando; si dimettano una volta per tutte!

“Il pianeta dei sette raggi”

il libro di Vito Signorile

Un romanzo che accompagna il lettore in un percorso attraverso profonde sensazioni e misteriosi ricordi.
Le vicende narrate alimentano nel lettore la voglia di conoscere “verità” note solo a chi, come il personaggio principale del romanzo, ha oltrepassato il confine posto fra la vita e la morte.

Un romanzo da leggere, di un autore da conoscere in questa intervista.

Fedele Pastore: Magrone di sinistra?

allora io sono “Che” Guevara

Nel video delle slow news 3 sono stati affrontati due argomenti: la formazione del governo nazionale – realizzato con un “contratto” dal carattere più privatistico che politico e le potenziali ricadute sulle “alleanze” locali – e il “collocamento politico” del sindaco Magrone e dei consiglieri comunali di Modugno.