“Non ce la fanno più”

E QUESTO QUANDO CADE?

Qualche tempo fa un componente della giunta Magrone, incrociato per strada, dopo aver risposto ad un cenno di saluto, ha richiamato la mia attenzione con un «senta, signor Oro» al quale non potevo far altro che rispondere con un meravigliato «sì? Mi dica», «senta vorrei che lei desse un’occhiata a questi documenti». L’assessore, a questo punto mi ha dato alcuni fogli. (Sono la nota 1 e la nota 2 consultabili cliccando sopra).

Succede, a volte, che chi non sopporta più di essere trattato male da qualcuno, incontrando una persona che ha sempre contrastato quel qualcuno, forse per calcolo o forse per l’effettivo superamento del suo livello di sopportazione, approfitta del casuale incontro per sfogare tutta la sua amarezza, raccontando le varie angherie e prevaricazioni subite.

Dopo aver dato una veloce e sommaria lettura alle due note, molte erano le domande che volevo porre ma il tempo e il luogo non erano idonei, eravamo per strada, pertanto si è convenuto di incontrarci in un altro momento e lontano da occhi indiscreti. Quello che segue è la sintesi di quello che è emerso durante il successivo incontro.

Dopo i convenevoli e le tipiche domande senza alcuna importanza poste da entrambi per “rompere il ghiaccio”, il dialogo si è svolto più o meno come lo trascrivo qui, con in più alcune precisazioni.

Oro – «Assessore, ho avuto modo di leggere i documenti che mi ha lasciato. Era da tempo che sentivo parlare degli argomenti trattati in quelle due note di Lombardi ma non avevo riscontri certi. Ho approfondito le questioni di cui si fa cenno e ora ho anche la delibera e il verbale al quale si riferiscono oltre ad una nota inviatavi il 21 maggio che dovrebbe conoscere. Prima di affrontare l’argomento però le chiedo come pensa che dovrei divulgare queste notizie; è un “tanto per sfogarmi” che dovrei mantenere riservato come una “confidenza personale” o ne posso scrivere liberamente?».

Assessore – «Sig. Oro, quello che le chiedo è solo di mantenere il riserbo sul mio nome. Non ho alcuna voglia di impelagarmi in una “guerra” con Nicola Magrone, collaboro con lui da tempo e non voglio che tutto quello che ho fatto vada perso»

O. – «va bene, cercherò di non far capire lei chi è». (È per questa ragione che ho elaborato un po’ il dialogo) «Mi dica però le ragioni di questo incontro»

A.- «non mi sento più a mio agio in questa amministrazione, si sono venute a creare delle situazioni nelle quali non mi ritrovo e che non riesco a contrastare e né tantomeno ad impedire. Come quelle, gravissime, descritte nei documenti che le ho dato l’altro giorno»

O. – «Ok, cominciamo da questi, il 21 maggio e il 2 agosto scorso avete ricevuto le note di cui sopra, ne avete discusso in giunta o in incontri informali fra di voi?»

A. – «no, dal 2 agosto ad oggi non c’è stata alcun incontro di giunta» (l’incontro è avvenuto prima del 20 agosto)

O. – «ma non ne avete nemmeno parlato fra di voi, informalmente?»

A. – «no»

O. – «scusi se glie lo dico ma queste note, specialmente quella che riguarda il verbale, denunciano una situazione di estremo degrado della legittimità degli atti amministrativi. Chiedere una permuta del cento per cento per una particella che non è di proprietà del comune in cambio di un immobile da adibire a “centro anziani” su uno stabile ad uso commerciale, appare quasi come una concussione perpetrata a danno dell’impresa edile. Impresa edile che denuncia pure una anomala dilatazione dei tempi per il rilascio di un permesso di costruire. Ho scaricato la delibera n° 59 del 7 maggio di quest’anno» (procedimento di adozione variante al PdL, vedi sopra) «nella quale si intima al comune di concludere entro 10 giorni, cioè entro il 12 agosto, l’iter di approvazione definitiva del procedimento. Ad oggi lei mi dice che la giunta non si è riunita, quindi?»

A. – «queste sono domande da porre all’assessore Benedetto. È lei che fa e disfa tutto quello che riguarda l’urbanistica e che dovrebbe “salvaguardare” l’amministrazione e tutti noi della giunta, sorvegliando che vengano applicate le giuste procedure e regolamenti edilizi. Spesso però noi assessori non ci sentiamo tutelati abbastanza e temiamo che siano state commesse delle irregolarità. come quella della particella di cui si parla nelle note. Negli ultimi tempi è andata a Roma per definire, con la società Autostrade, la proprietà di alcune aree per il progetto del rondò fra via Roma e viale della Repubblica. Non ha risolto nulla e la realizzazione del rondò ora è bloccata e non si sa quando e se mai si farà»

O. – «non mi è stato possibile consultare la delibera per il rondò, la delibera n° 42 del 26 marzo scorso, non è visionabile sull’albo pretorio. Inoltre mi risulta che è bloccato anche il cantiere del centro commerciale su viale della Repubblica, perché il proprietario di un supermercato concorrente si oppone alla sua costruzione»

A. – «non solo quel cantiere è bloccato; ce ne sono altri, basta andare in giro per la città e se ne trovano tanti, come quello vicino ai vigili urbani, dove è prevista la realizzazione di tre villette, mi pare che ora sia bloccato fino alla fine dei lavori del raddoppio delle FAL, mi pare per una questione di distanze»

O. – «ma quel suolo non era di proprietà della moglie di un consigliere comunale di maggioranza?»

A. – «sì e mi dispiace dirlo ma lui lo vendette per pochi euro perché gli dicevano che su quel suolo non si poteva costruire, invece hanno rilasciato il permesso»

O. – «certo che questo sindaco e questa assessore all’urbanistica sono bravi a rendere difficile se non impossibile la realizzazione delle infrastrutture utili alla città, vedi come è ridotto il parco, le strade, le piscine…»

A.  – «le piscine, ma lo sa che è solo colpa del sindaco se le piscine sono ancora chiuse? C’è voluto più di un anno per fargli capire come poteva essere risolto il problema delle piscine; ora sta perdendo tempo per concludere come s’è deciso di fare»

O. – «e del teatro e della casa di riposo che dovevano essere realizzate in via Paradiso nel comparto C3 ne avete mai parlato?»

A. – «in tutti questi anni questa è la prima volta che ne sento parlare»

O. – «non ci credo, possibile che non ha mai sentito parlare di quella lottizzazione abusiva?» (a questo punto, faccio leggere all’assessore, sul mio hipad, alcuni documenti relativi alla questione C3. Quelli qui allegati) «non sa che quella questione è inserita fra le altre del processo che vede coinvolti i due sindaci precedenti, Rana e Gatti insieme ad altri politici, professionisti e alcuni tecnici dell’ufficio tecnico di Modugno? Eppure è proprio grazie a quello scandalo che Magrone è riuscito a diventare sindaco»

A. – «mi creda, il sindaco non ne ha mai parlato e nemmeno l’assessora Benedetto ne ha mai fatto cenno. Eppure mi risulta che sia parente dell’ex sindaco Pino Rana; infatti la madre della Benedetto, è cugina di Pino Rana»

O. – «addirittura, la vicesindaco Benedetto è parente dell’ex sindaco Rana; certo che Nicola Magrone ci tiene alla famiglia, alle parentele. A proposito, il trullo, che fa, lo abbatte? Il Tar, all’inizio di giugno» (il 4 giugno, leggi sentenza del Tar qui) «ha rigettato il ricorso contro l’abbattimento del trullo, e sono passati i due mesi durante i quali si poteva opporre appello alla sentenza. Non è stato fatto e quindi ora si dovrebbe procedere all’abbattimento ordinato già nel novembre/dicembre del 2017. Così come si dovrebbe procedere all’abbattimento anche di quella vecchia costruzione vicina al parco S. Pio, i cui proprietari si dice siano parenti, per parte di madre, di Nicola Magrone. Anche per quella costruzione c’è una sentenza del Tar» (la n° 1322 del 18 ottobre 2018 qui allegata) «che è stata posta alla vostra attenzione e di cui si accenna nell’allegato alla delibera n° 59 del 7/5/19 di approvazione della variante per la maglia “N” alla quale accennavamo prima»

A. – «di questa faccenda l’assessore Benedetto non ha ritenuto opportuna chiarire gli aspetti urbanistici che tale sentenza del Tar ha comportato, per il trullo, invece, ma lo sa lei che due anni fa siamo stati oltre tre mesi che non si parlava d’altro che del trullo? Mentre ora non se ne parla più. Tutto a causa del nipote…»

O. – «a proposito, è vero che Nicola Magrone vuole candidare il nipote, Paolo Magrone, a prendere il suo posto da sindaco?»

A. – «Paolo? Non credo, lo zio Nicola non lo stima molto; invece in molti pensiamo che voglia appoggiare la candidatura a sindaco della Benedetto»

O. – «e gli attuali consiglieri di maggioranza voterebbero per la Benedetto sindaco? Non mi pare che sia molto amata»

A. – «in effetti viene vista da molti come l’assessore “so tutto io”, si infila in ogni discussione e spesso molti di noi assessori hanno dovuto, diciamo così “calmarla” e chiederle di non interferire nei nostri assessorati»

O. – «negli ultimi tempi ho visto un po’ di “maretta” tra la giunta e i consiglieri di maggioranza; specialmente nell’ultimo consiglio comunale. Ma c’è unità di intenti o i consiglieri cominciano a prendere le distanze da voi assessori e dal sindaco?»

A. – «ho capito a cosa si riferisce, alle dichiarazioni del consigliere Pazienza contro l’assessore Alfonsi; tutta opera di Nicola Magrone che non vede di buon occhio la relativa indipendenza non solo di Antonio ma anche quella di molti di noi assessori»

O. – «beh la neo assessora alla cultura è stata difesa da Magrone in aula, a proposito come arriva a Modugno l’avvocato Leandro?»

A. – «arriva a seguito della vicenda del trullo, è lei che ha curato la vicenda del procedimento contro quelli che hanno reso di dominio pubblico la notizia dell’abuso edilizio del trullo»

O. – «Ho capito, la questione che riguarda i due consiglieri comunali del Pd, oltre a due architetti dell’Ufficio Tecnico comunale, a un esponente del Pd locale e un noto  giornalista di Bari, tutti compreso me, Pino Oro, che la sto ascoltando»

A. – «già, anche per questo voglio che lei scriva quello che le ho detto, non si può premiare qualcuno affidandole un incarico, remunerato dall’amministrazione comunale»

O. – «mi dia il tempo di raccogliere e mettere in ordine un po’ di documenti e pubblico tutto quanto. Arrivederci e grazie»

A – «grazie e arrivederci. Signor Oro, stia attento a quello che scrive, Nicola Magrone sa essere molto vendicativo»

O. – «ma no, cosa può succedermi? ha visto gli ultimi sviluppi a Roma? il M5S abbraccia i reprobi del Pd e non succede niente. Può essere pure che alla fine io e il sindaco ci abbracciamo e se io abbraccio Nicola Magrone cosa vuole che possa succedermi, non è mica contagioso»

Rotatorie per l’ospedale San Paolo

La Segreteria Aziendale

 

Alla cortese attenzione Sindaco Comune di Bari – Ing. A. Decaro

Sindaco Comune di Modugno – Dott. Nicola Magrone

e, p.c.                              Direttore Generale – Dott. A. Sanguedolce

 

Oggetto: viabilità Strada Caposcardicchio – gravi rischi per i cittadini –.

Come segnalato in precedenza, permangono gravi disagi sulla viabilità che consente l’accesso all’ospedale San Paolo di Bari. Strada Caposcardicchio è l’unica strada che afferisce all’ospedale San Paolo ma necessita di urgente manutenzione, inoltre, contrariamente alla prassi di approntare rotatorie, ritenute la più semplice ed economica modalità di intersezione fra più strade, tra via Trentino Alto Adige e Strada Caposcardicchio, sono stati installati dei semafori che, per forza di cose, non rendono il traffico più fluido e gli ingorghi ostacolano anche il passaggio dei mezzi che si recano al vicino Pronto Soccorso.

Purtroppo i mezzi di soccorso devono attraversare il centro abitato di Zona Cecilia dove c’è anche una scuola primaria e in certe ore della giornata il caos diventa ingestibile. Pertanto denunciamo un elevato rischio per i cittadini e un pericoloso ostacolo alle operazioni di pronto intervento del SES 118.

Sollecitiamo l’istallazione di due rotatorie, una tra via Alto Adige e Strada Caposcardicchio, e l’altra tra la SP 54 e Strada Caposcardicchio. Quest’ultima eviterebbe di congestionare via Trentino Alto Adige e diminuirebbero i rischi per tutti i pedoni e i bambini della scuola.

Data l’importanza della questione di cui trattasi, auspichiamo solerte intervento. Cordialità

La Segreteria Aziendale dell’Ospedale San Paolo di Bari

La superstizione modugnese

Se non lo so sto bene

Si è tenuta ieri, 28 giugno, nella sala Beatrice Romita, presso il comando della polizia urbana di Modugno, la conferenza su “L’ambiente a Modugno” organizzato dalla associazione RINASCITA PER MODUGNO.

Coordinati dal presidente dell’associazione, dott. Antonio Stragapede, gli interventi del dott. Agostino Di Ciaula, del sig. Tino Ferrulli e del sig. Giancarlo Ragnini (tutti da tempo impegnati nel gravoso e troppo spesso improbo compito di “mobilitare” i modugnesi nella battaglia a difesa della loro stessa salute) ancora una volta sono stati ascoltati da un esiguo numero di persone.

Gli argomenti che espongono dati allarmanti su morti precoci, aborti spontanei, tumori infantili, malformazioni, malattie invalidanti, o altri argomenti che mettono in guardia sul pericolo di contrarre tumori dovuto alla concentrazione di polveri sottili; argomenti che parlano di ambiente in continuo pericolo di inquinamento dovuto a fabbriche e impianti come la centrale turbogas, come la Newo, come i tanti opifici della zona industriale, o anche gli argomenti che raccontano delle promesse elettorali non mantenute dai politici che governano, del disinteresse verso l’ambiente dei politici all’opposizione, dei “guerrieri da tastiera” sempre pronti a partire ma che mai partono e tanti altri argomenti come questi che parlano di ambiente sono argomenti che spaventano e di cui “laggente” farebbe volentieri a meno di ascoltare. Fanno paura, meglio non ascoltarli. Del resto anche quando si avvertono strani bruciori allo stomaco, o si sente il cuore fare il matto, quando si è costretti ad alzarsi tre o quattro volte a notte per fare pipì, quando manca il respiro o si diventa gialli e con le occhiaie nere si preferisce non farsi visitare dal medico. Potrebbe dire che per sfortuna c’è “qualcosa che non va”. Quindi meglio fare gli scongiuri e non andare ad ascoltare chi dice che l’ambiente e la salute sono in pericolo. Potrebbero portare iella.

Per questo ieri sera c’era poca gente, stanno tutti bene a Modugno e non vogliono sentire il contrario, può portare sfortuna.

“Il pianeta dei 7 raggi”

Venerdì 22 giugno nella suggestiva cornice della chiesa di San Giovanni Battista nel centro storico di Modugno, con il patrocinio della Pro Loco, si è svolta la presentazione del romanzo di Vito Signorile “Il pianeta dei 7 raggi”.

Ha dialogato con l’autore la dott.ssa Loredana Iusco, la quale, con professionalità, ha saputo cogliere e illustrare gli aspetti salienti del libro intessendo un dialogo con l’autore, su temi quali esperienze extrasensoriali e premorte, riuscendo a coinvolgere il numeroso pubblico presente.

Dopo i saluti di rito, il signor Michele Ventrella, presidente della Pro Loco, ha presentato un breve excursus sulle origini della chiesa e sul restauro dell’affresco absidale raffigurante il Padre pantocratore, risalente al XIV sec.

La moderatrice con spirito critico ha introdotto l’opera sia da un punto di vista puramente narrativo, attraverso la descrizione del protagonista, sia per quanto concerne quello che vi è oltre il testo (esperienze non previste, prove da superare, dubbi e paure). Si è lasciato quindi spazio al pubblico per porre domande all’autore o raccontare le proprie esperienze vissute in momenti segnati da difficoltà o dolori di vario genere.

L’evento è stato dedicato alla memoria di Mirko Ferrulli, recentemente scomparso dopo aver lottato contro il peggiore dei tumori. Commovente è stato l’intervento del papà Raffaele che ha raccontato alcuni episodi, razionalmente inspiegabili, vissuti accanto al figlio che hanno fatto riflettere proprio sul tema della vita oltre la morte.

Un grazie particolare per l’ospitalità a Loredana Iusco proprietaria con Peppino Longo della chiesa, all’associazione Pro Loco per aver patrocinato l’evento e al pubblico che con grande affetto ha partecipato alla presentazione.

“Il pianeta dei sette raggi”

il libro di Vito Signorile

Un romanzo che accompagna il lettore in un percorso attraverso profonde sensazioni e misteriosi ricordi.
Le vicende narrate alimentano nel lettore la voglia di conoscere “verità” note solo a chi, come il personaggio principale del romanzo, ha oltrepassato il confine posto fra la vita e la morte.

Un romanzo da leggere, di un autore da conoscere in questa intervista.