Con chi mi candido a sindaco?

Le priorità dell’opposizione

Sono iniziate, già da qualche mese, le manovre per le prossime amministrative. Ogni settimana che passa vede aumentare il numero di incontri e di “apparolamenti” fra i già numerosi pretendenti alla carica di sindaco. Ognuno di loro, a settimane alterne, si fa promotore di riunioni più o meno riservate, invitando i futuri avversari ad un confronto, più o meno sincero, per sondare la loro disponibilità a confluire sul proprio nome come candidato unico di una futuribile coalizione.
Qualche giorno fa, nella sede del Pd locale, si è svolta una riunione fra i consiglieri comunali di opposizione, accompagnati dai loro referenti politici, una quindicina di persone in tutto. Poco, quasi nulla, si sa di cosa si è discusso. Il poco che è filtrato riguarda la voglia, espressa quasi all’unanimità dagli intervenuti, della volontà di dare vita, nelle future elezioni comunali, ad un coacervo di liste civiche senza il contributo dei simboli dei partiti nazionali. Insomma niente simbolo di Forza Italia, o della Lega, o dello stesso Pd che li ospitava. Assente il M5Stelle, non invitato per ovvie ragioni e Liberi e Uguali non invitato, nella sede Pd, per ragioni ancora più ovvie. Solo la formazione della squadra quindi, niente politica nei programmi di questa opposizione.
Modugno non merita questa inconcludente classe politica. Ad una maggioranza soggiogata dalla retorica del massimo rappresentante dell’onestà cittadina, non è stata, e non viene ancora, contrapposta alcuna azione di largo respiro, alcuna iniziativa di “ricucitura politica” tra le varie forze alternative a questa amministrazione, contro cui si sarebbe potuto e si potrebbe ancora fare tanto, se solo si ponesse il bene comune della città come unico obiettivo da raggiungere.
Il plumbeo governo locale che da quasi 5 anni amministra la città di Modugno ha determinato il definitivo declino della locale imprenditoria artigianale e commerciale. L’opprimente clima di sospetto che questa amministrazione ha creato verso chi da anni continua a fare impresa, ha leso gli interessi delle aziende, deprime la voglia di investire impedendo, di conseguenza, la creazione di nuovi posti di lavoro.
Modugno non merita questo clima intimidatorio, i sospetti, le dicerie.
Con una incessante opera di persuasione più o meno occulta, sono riusciti ad instillare nei modugnesi la convinzione che tutti gli imprenditori – e qualcuno più degli altri – sono speculatori, trafficanti e maneggioni e per questo vanno tenuti a bada, vanno limitate le loro attività, vanno controllati perché, prima o poi, proveranno a realizzare qualche “ciambotto”. E si propaganda tutto ciò sapendo che non corrisponde al vero, sapendo che la totalità dei modugnesi è costituita da persone oneste. Una continua propaganda elettorale che ha fatto presa sui modugnesi, facilitata dalla manifesta incapacità dell’opposizione di smentire tali affermazioni, attenta, come è stata finora, più a scontrarsi verbalmente in consiglio che a confrontarsi con l’opinione degli elettori. Eppure sarebbe stato facile far osservare come sia del tutto inverosimile che una città “disonesta”, andando contro il proprio interesse, elegga una persona “onesta” come l’attuale sindaco. Ci sono, è vero, una dozzina di persone ancora sub judice, che aspettano da anni che venga chiarita la loro posizione processuale, ma non si può, per questo, asserire che tutta la città fosse loro complice. Sarebbe a dire che tutti erano corrotti, compreso, quindi, tutti quelli che oggi sbandierano la loro onestà.
Non è così, ma non lo si dice abbastanza. Ci sono altre priorità, come quella della futura campagna elettorale.

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