Uno scritto ai miei amici,

amministratori “forse” immaginari

Uno “scritto” che nasce dalla lettura di una serie di post legati alla vicenda del mercato “Tricolore” del due giugno ultimo scorso.
In particolare mi ha colpito il titolo del post “valorizzazione del commercio e attrattività del territorio”.
Certo, l’apertura in un giorno festivo del mercato del venerdì, è un iniziativa lodevole, tra l’altro prevista anche dalle legge regionale di riferimento. Se lo scopo è quello di rendere più vivace una giornata festiva va benissimo. Ma da questo a dire che così si valorizza il commercio e si migliora l’attrattività del territorio mi sembra che ce ne corra.
L’impressione che ne ho tratto è che in mancanza, spero di sbagliare, di un progetto complessivo di miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e quindi anche del commercio locale, ci si attacchi ad ogni singola iniziativa per dimostrare di esistere e svolgere un qualsivoglia ruolo.
Cominciamo dalla parola “attrattività”, cosa vuol dire? Cosa vuol dire rendere un territorio attrattivo? Stando ai testi sacri di marketing territoriale vuol dire mettere in atto politiche che favoriscano l’insediamento di nuove attività produttive e lo sviluppo di quelle esistenti. Certo l’arrivo di qualche centinaio di “forestieri” in occasione del mercato “tricolore” ha probabilmente migliorato gli incassi dei bar posti nelle vicinanze, ma comporta in prospettiva un incremento degli occupati? Grazie agli introiti del mercato avremo a disposizione maggiori risorse per migliorare servizi ed infrastrutture comunali, cosi da innestare il processo virtuoso: maggiori risorse-migliori servizi-maggiore capacità di attrazione del territorio? Se si, allora perché non farlo tutti i giorni festivi?
Cari amici amministratori se ci siete battete un colpo; dimostrate di non aver fatto una scelta estemporanea ma che invece avete sviluppato un piano di sviluppo complessivo, del quale il mercato”tricolore” è solo una prima azione. Mi piacerebbe sentirvi e discuterne, così, senza nessuna acredine ma solo con la voglia di partecipare e confrontarsi.
Veniamo alla valorizzazione del commercio; la domanda sorge spontanea: a quale commercio ci si riferisce, per caso a quello locale? Da quanto ne so la stragrande maggioranza dei commercianti convenuti non è del nostro Comune e quindi non si è valorizzato il commercio locale ma si è data a dei commercianti, non locali, un ulteriore possibilità di guadagno. Poco male, non bisogna fare del campanilismo, specie nell’epoca della globalizzazione. Ma qualcuno di questi commercianti ha per caso chiesto di aprire un’attività nel nostro Comune? Bene, allora avete raggiunto un risultato, l’azione ha funzionato. Forse avete diffuso fra questi un questionario e diversi fra loro hanno scritto di voler partecipare all’economia locale con una qualche loro iniziativa? Bravi, allora fuori i dati e chiudete la bocca a tutti i gufi. Resto in attesa.
Lo so, alcuni di voi staranno pensando o addirittura scriveranno ”ma voi cosa avete fatto?”. A parte il “voi” che non mi piace perché accomuna tutti e detto in maniera più semplice “fa di tutta l’erba un fascio”, voglio ricordarvi che negli ultimi anni è andato in crisi il modello di sviluppo “Modugno”.
Questo modello era basato su una zona industriale di dimensioni imponenti, la seconda del Mezzogiorno, su un edilizia abbastanza brillante in termini economici e su un commercio che aveva quali cardini le aree sulle statali, il centro urbano e il centro commerciale. Finché ha tenuto, Modugno è stato il comune pugliese con il maggior reddito procapite e con le più basse tasse locali, in merito smentitemi con dati alla mano se ne possedete. Ora, mi dispiace per voi, questo modello è andato in crisi, per ragioni che esulano dalle politiche delle amministrazioni precedenti, che a dire il vero non avevano neanche nessun merito sul funzionamento di quel modello, quasi sempre subito passivamente, quando non osteggiato per ragioni spesso vili. Quindi siete chiamati a proporre un nuovo modello complessivo, dico “chiamati” perché non mi sembrate disponibili ad un confronto libero e aperto. Quindi proponete e fate, ne avete tutte le possibilità. Avete la grande occasione di dimostrare di essere i migliori di tutti, i più capaci, fatelo. Per favore fatelo, ne abbiamo tutti bisogno.
Ma allo stesso modo evitate di trasformare una iniziativa estemporanea, per quanto lodevole, in un grande evento, perché non lo è.
Per favore smettetela con la “politica social”, fatta di annunci roboanti e lavorate sodo, proponete un piano di sviluppo, una vostra idea di città e portatelo avanti. A proposito quale idea di città avete? Come intendete sviluppare il territorio? Avete vinto, è ora di dimostrarlo.
In ultimo, questo mio articolo non intende offendere nessuno ma fare presenti una serie di perplessità, quindi non tollererò alcuna offesa.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

6 commenti

  1. “….. quindi non tollererò alcuna offesa”. Lodevole conclusione per chi, fottendosene delle altrui liste di proscrizione, rivendica il suo pieno diritto di gridare, in buona sostanza: “Amministratore, dimmi cos’hai fatto sinora, dimmi come intendi risolvere gli annosi problemi modugnesi, che cosa stai facendo, come ti stai muovendo per risolverli e quando li risolverai e, se poi ti stai dimostrando un inetto ed incapace, consigliarti di … andare a quel paese”.

  2. Caro Marco. dubito che riceverai alcuna risposta ne verbale ne meno che mai nei fatti! Oltre che porsi come paladini di non si sa quale”giustizia” piuttosto castigatori di una qualsiasi idea che non sia la loro (ammesso che ne abbiano di LORO) questa amministrazione piu che qualche evento tipo il mercato tricolore o giri in bicicletta non sa fare. Avrei molto da contestare ai passati amministratori ma erano SICURAMENTE PIÙ OREPARATI COLTI E FATTIVI DI QUESTU. Certo però vorrei chiedere a chi ha la COLPA DI AVERCI REGALATO QUESTA AMMINISTRAZIONE E CHE POI NON HA VOLUTO MANCO PIÙ SEDERE IN CONSIGLIO SE NON GLI VENGA QUALCHE SCRUPOLO LA NOTTE!
    Un paese nelle mani di uno despota che in vecchiaia ha voluto un GIOCATTOLO DA POTER ROMPERE A DISPETTO DEL FRATELLO MINORE. DA T.S.O.

  3. Ma qua stiamo proprio al dolce con il caffè, chi è senza peccato scagli la prima pietra…Mi domando quali sono i compiti che la legge permette ad un sindaco?

    compiti del Comune

    Il Comune si occupa soprattutto di:
    – amministrazione e uso dei beni del Comune
    – organizzazione dei mercati (ad esempio orari di apertura e chiusura dei negozi);
    – disciplina del traffico;
    – gestione delle acque e degli acquedotti;
    – controllo dell’acqua potabile e delle acque di balneazione;
    – fognature
    – raccolta e smaltimento dei rifiuti;
    – pubbliche affissioni;
    – polizia mortuaria e organizzazione dei cimiteri;
    – centrali del latte;
    – farmacie comunali;
    – igiene del suolo, delle abitazioni, delle scuole, delle piscine e dei gabinetti pubblici;
    – igiene degli alimenti e delle bevande;

    Altri compiti del Comune:

    – promuovere attività culturali, artistiche e sportive;
    – assicurare il diritto allo studio (mense, trasporti scolastici, corsi d’istruzione per adulti);
    – istituire asili nido ed altri istituti d’istruzione;
    – organizzare corsi di formazione professionale su delega delle Regioni e in collaborazione con esse.

  4. Caro Marco, ti scrivo facendoti notare che l’assessore Francesca Benedetto, sulla pagina fb di Magrone, afferma che:
    “la crisi economica ha travolto l’Italia intera a partire dal 2005 circa;
    tale crisi ha compromesso il settore edile a livello nazionale da oltre 10 anni;
    costruire altri alloggi secondo le logiche speculative proprie della edificazione di massa in assenza di altrettanta domanda tutt’al più aggrava la crisi economica, giacché agli alloggi, ormai numerosi, rimasti invenduti se ne aggiungeranno altri che resteranno altrettanto invenduti, senza dunque introito per gli operatori del settore.”

    In sostanza la neo-economista-urbanista-architetto-ingegnere afferma che:
    – a Modugno ci sono state logiche speculative proprie dell’edificazione di massa … Ma l’edificazione di massa a Modugno non c’è mai stata, tanto vero che le uniche edificazioni finora realizzate insistono in zone di completamento per le quali, per effetto della parcellizzazione delle proprietà, è impossibile anche immaginarla.

    – a Modugno l’assenza di domanda aggraverebbe la crisi economica, giacché agli alloggi, ormai numerosi, rimasti invenduti se ne aggiungeranno altri che resteranno altrettanto invenduti, senza dunque introito per gli operatori del settore : ossia gli “speculatori” rimarrebbero fregati perche in assenza di domanda gli appartamenti resterebbero invenduti. E quindi dove sta la speculazione?

    Quindi abbiamo capito:
    a Modugno non si può costruire perchè una immaginaria edificazione di massa ha bloccato le vendite per saturazione di mercato e l’assessore, per evitare che gli operatori del settore, altrimenti appellati come speculatori, non abbiano introiti, ritiene salutare che non si costruisca più.
    Roba da pazzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.