Una proposta

E’ fuori discussione

che la crisi dei consumi e del commercio che da diverso tempo stritola le famiglie, deriva da una caduta del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni.
Politiche fiscali restrittive ed aumento della disoccupazione sono alla base di questo “punto di non ritorno”. Anche a Modugno, come altrove, il commercio locale sembra non avere vie d’uscita; stretto, a sua volta, anche dalla morsa della grande distribuzione.
Uno scenario, questo, che finisce col deprimere ancor più l’economia e creare le premesse per un’impennata della disoccupazione. I dati sono sotto gli occhi di tutti e le tragedie sociali non fanno altro che confermarne l’assoluta veridicità. Famiglie ed imprese rischiano sempre più di finire nell’abbraccio mortale dell’usura.
Che fare? Come aumentare il potere d’acquisto e la capacità di spesa delle famiglie al fine di favorire il rilancio dei consumi? Esperienze locali in giro per il mondo esistono da tempo e vanno tutte nella direzione della “moneta complementare” emessa a costo zero da parte dei Comuni, singolarmente o in forma associata. Questa “moneta complementare” (o “Buono Locale di Solidarietà”) verrebbe distribuita gratuitamente alle famiglie più indigenti e sarebbe spesa – in aggiunta all’Euro – per l’acquisto di beni di prima necessità nei negozi convenzionati che decideranno di partecipare all’iniziativa.
In questo modo il Comune agirebbe come volano dell’economia locale rilanciando i consumi ed il commercio. Inoltre, le famiglie e le imprese potranno acquistare e vendere senza ricorrere all’indebitamento bancario e usuraio. Da non trascurare è, ancora, l’effetto di ancoraggio del reddito al territorio che lo ha prodotto con indubbi effetti positivi di carattere socio-economico.
Corre l’obbligo di precisare che tale “Buono Locale di Solidarietà” non é una moneta ed é spendibile unicamente assieme all’Euro in una percentuale prefissata da ciascun commerciante che intendesse aderire alla convenzione. Al fine di evitare storture del meccanismo per il quale nasce, esso non è nemmeno convertibile in moneta. Inoltre, a differenza di una normale politica commerciale basata sugli sconti o sui saldi, il “buono” potrà essere riutilizzato dal commerciante per l’acquisto, a sua volta, di altri beni presso altri negozi convenzionati.
Molteplici possono essere le applicazioni pratiche di questa innovativa idea. Si potrebbe pensare, ad esempio, di agganciare l’emissione del Buono Locale di Solidarietà al potenziamento della raccolta differenziata premiando le famiglie più virtuose attraverso il rilascio di tali Buoni a titolo di incentivo. In questo modo, la premialità del comportamento virtuoso sarebbe immediatamente tangibile attraverso uno strumento subito spendibile nei negozi convenzionati.
E’ del tutto evidente che tale idea potrà essere discussa, approfondita e migliorata col contributo di tutti gli attori coinvolti: amministratori locali, commercianti, artigiani. Riteniamo, tuttavia, che l’adozione di misure del genere implichino l’esistenza – in capo a chi è chiamato a governare la “cosa pubblica” – di un requisito imprescindibile: il coraggio e la voglia di osare oltre gli schemi e le titubanze. Coraggio e sana follia che differenziano i grandi uomini dai quaquaraquà.

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