Incontro con Cesa a Bari

Una nota di Peppino Longo Vicepresidente Consiglio Regione Puglia

FOTO PEPPINO LONGO (1)

“Moderati al Centro, elezioni amministrative e attuale panorama politico in Puglia e a livello nazionale” ha come obiettivo – spiega il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo – un programma unitario che rafforzi l’area centrale per rappresentare le molteplici istanze che provengono dalla tradizione moderata e riformista e restituendo un’alternativa valida agli elettori che in questi anni si sono allontanati dalle urne.

Il percorso che ci poniamo, e che è stato ben rappresentato ieri a Bari dal nostro segretario Cesa, sarà però controcorrente rispetto ad un modo di fare politica che consideriamo ormai obsoleto: infatti partiremo dal basso, ascoltando, recependo e facendo nostre le istanze che arrivano dai territori per concertare poi un nuovo progetto sulla base di programmi condivisi. E’ fin troppo facile affermare che il fulcro dell’azione debba essere rappresentato dalla persona. La strada disegnata da De Gasperi era ben altra e lo Statista sapeva bene che in democrazia per costruire e innovare servono i numeri che solo un’aggregazione comune, rinsaldata dalle stesse radici e dalle stesse esperienze, può rappresentare con efficacia. “Uno Stato non è veramente democratico se non è a servizio dell’uomo, se non ha come fine supremo la dignità, la libertà, l’autonomia della persona umana, se non è rispettoso di quelle formazioni sociali nelle quali la persona umana liberamente si svolge e nelle quali essa integra la propria personalità.” Sono le parole che Aldo Moro pronunciò in Assemblea Plenaria il 13 aprile 1947: convergenze parallele, strategia dell’attenzione, cauta sperimentazione, governo della non sfiducia. Oggi ci vorrebbe un Moro per ridar vita ad un laboratorio politico dei Moderati al centro che abbia però alla base i numeri, la forza, la capacità e la volontà di incidere nelle politiche di sviluppo nazionali e locali e che quindi non diventi un contenitore vuoto per accontentare un manipolo di inutili eroi”.

Peppino Longo

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