‘Una sera all’opera’

teatro 1E’ la seconda serata relativa alla I Rassegna musicale Città di Modugno’ che si è svolta il 20 marzo scorso al teatro G.Fava e rientra in un ciclo di spettacoli che andranno avanti, ogni domenica, fino al 17 aprile. Alla manifestazione era presente l’assessore alle Politiche culturali Antonio Alfonsi, rappresentante del Comune di Modugno, che ha dato, insieme alla Regione Puglia, il suo Patrocinio.

Ad allietare il pubblico questa volta, l’Ensemble Gershwin, un quartetto composto da Fabrizio Signorile e Corsignano Liliana Troia  ai violini, Francesco Capuano alla viola ed Elia Ranieri al violoncello, i quali hanno accompagnato in musica, le voci, ora suadenti, ora determinate del soprano Angela Cuoccio e del tenore Gianni Leccese. La serata è stata presentata dal Maestro Gregorio Iacobelli, guida nell’esplicazione delle opere; scansionandole a gruppi di tre, ne ha dato un preludio di chiarezza narrativo-musicale. ‘L’opera lirica, tanto tempo fa, era appannaggio della nobiltà e del clero; con la borghesia invece, nasce l’impresario teatrale, il quale assume un’orchestra, un compositore e, la gente, pagando un biglietto, può accedere a questo diritto, prima negato. Inoltre, non essendoci televisione, cd, dvd e quant’altro, la lirica accontenta: la musica di un clavicembalo, un’aria espressa dal cantante e il recitativo dall’attore: così, l’opera diventa un crogiuolo di arti applicate; c’è un inizio – il preludio o sinfonia ed il brano al centro è l’intermezzo’.
‘Telenovelas musicali’, come le definisce il M° Iacobelli: Preludio della Carmen (Bizet), Casta Diva (Norma/Bellini), Di quella pira (Trovatore/Verdi), Intermezzo della Manon Lescaut (Puccini), Addio del passato (Traviata/Verdi), La donna è mobile (Rigoletto/Verdi), Intermezzo della Cavalleria (Mascagni), Vissi d’arte (Tosca/Puccini), Sinfonia del Barbiere di Siviglia (Rossini), Nessun Dorma (Turandot/Puccini), Parigi o cara (La Traviata/Verdi) interpretate dalla soprano Angela Cuoccio e dal tenore Gianni Leccese.
Ma che ruolo può avere al giorno d’oggi, questa musica ‘storica’, ‘antica’, per molti ‘vecchia’, rispetto alla musica tecnologica, elettronica, che siamo abituati a sentire, anche involontariamente? Perché comunque attira l’orecchio all’ascolto, quasi fosse una musa, una bella donna, un’attrazione?
“La musica lirica è sempre classica: basta spogliarla di quelle sovrastrutture pseudoculturali che si sono create nel tempo e la vedevano adatta alla classe nobiliare, è quella la forma negativa che crea disagio, poiché invece, il fatto è popolare, a parte la drammaturgia della musica” ha detto Angela Cuoccio.
Dopo gli studi alla Diesis Academy di Roma, ha studiato all’Accademia Internazionale di Canto Lirico di Osimo e all’Accademia Lirica Internazionale di Gubbio. Intensa attività concertistica e cameristica, per questa soprano che ha vestito i panni di diverse figure dei grandi dell’opera, come Mozart, Bach, Rossini, Puccini, Mascagni. Protagonista nel ‘Celebrating italia Songs’ a Londra, ha inaugurato l’Eurorchestra da Camera di Bari. Autrice dei brani ‘Amindra’ e ‘Leviathan’ dell’album ‘Quest’ di Enrico Cacace, per la X Factory di Los Angeles. A maggio eseguirà ‘Petite Messe Solenelle’ di Rossini nell’ApuliaOpera.
“E’ sempre classica, perché scritta per il popolo, un pubblico sfacciato; poi è diventata colta. Oggi abbiamo un ritmo puramente tribale: bisogna tornare indietro per accorgerci che stiamo perdendo un patrimonio che comunque era frivolo, rappresentato da storie di quotidianità”, dice Gianni leccese.
Spesso ha cantato come solista. Anch’egli ha studiato all’Accademia Internazionale di Osimo e alla Diesis Accademy di Roma. Presente a livello nazionale e internazionale; si è esibito in teatri e su palchi di Londra, Shangai, Jacarta, Kos; è stato diretto anche da maestri giapponesi e ultimamente a Venezia per la XII edizione del Traetta Opera Festival, con lo Stabat Mater di Tommaso Traetta.

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