Un arrivederci a Padre Pancrazio fondatore di Casa Betania

Tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di incontrarlo, oggi sono uniti per un fraterno saluto al fondatore di una realtà cristiana unica nel suo genere nel mondo.

Al caro padre Pancrazio, al secolo Nicola Gaudioso nato a Bari il 15 novembre 1926 va la nostra più grande gratitudine per avere fondato la Fraternità Francescana di Betania nel 1982 a Terlizzi. Come soleva dire “tutto nacque nel silenzio” e così è che deve continuare.

Un silenzio fatto di grida di amore per i fratelli più bisognosi, un silenzio che dal sorgere del sole opera nel silenzio per portare sollievo a chi soffre, giornate di duro lavoro ma che irrompono speso in canti di pura gioia e di tanta allegria. Così è Casa Betania piena di frati e suore, che vivono e condividono le giornate insieme.

La comunità laica di Modugno che frequenta Casa Betania porge omaggio al suo padre fondatore, sapendo che ora è nella luce che tanto anelava.

Cliccare qui per la pagina del sito di Casa Betania

Sua Eccellenza Reverendissima il Servo di Dio Mons. Antonio Bello,
nostro Vescovo dal 1982 al 1993
Molfetta, 29 giugno 1985
Reverendissimo Padre Pancrazio, con la presente desidero esprimerle ufficialmente non solo il riconoscimento e l’approvazione dell’Associazione ‘Casa Betania’ da lei presieduta, ma intendo anche comunicarle il mio augurio e il mio incoraggiamento. Sono certo che il Signore si servirà di questo strumento di pace per promuovere nel nostro territorio un rinnovamento interiore tra la gente, e per dare agli uomini d’oggi, lacerati da ritmi di vita così vertiginosi, quel supplemento d’anima di cui sentiamo tutti vivissimo bisogno. Lo Spirito Santo dia, a lei e a tutti i membri della Associazione, il dono della speranza, l’ampiezza dell’utopia e il discernimento della concretezza.
A tutti giunga la benedizione della Vergine Santa, e il mio personale affettuoso saluto.

(Decreto episcopale di riconoscimento della comunità  ‘Casa Betania’  in Associazione Privata di Fedeli di Sua Ecc.za Mons. Antonio Bello).

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